Solidarietà

Dal 2012 APEVCO ha intrapreso un importante percorso di solidarietà collaborando con numerose associazioni impegnate nella ricerca e nel sostegno ai malati offrendo gratuitamente la partecipazione al Ballo Debuttanti a ragazze che hanno affrontato gravi malattie, permettendo loro di vivere un’esperienza speciale all’insegna dell’amicizia, della speranza e della condivisione.

La solidarietà rappresenta così per APEVCO un valore fondamentale, vitale e irrinunciabile, parte integrante dell’identità stessa della manifestazione.

Per l’edizione 2026 Ballo Debuttanti Lago Maggiore collabora con ANGSA VCO ODV Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici.

Associazione costituita nel marzo 2009 da un piccolo gruppo di genitori. La sua missione è quella di accompagnare e supportare le famiglie e i loro figli in un percorso di crescita, abilitazione e inclusione sociale, scolastica e lavorativa, attraverso progetti e collaborazioni con le istituzioni locali. Fondamentale anche il prezioso lavoro degli educatori della cooperativa Xenia, che utilizzano approcci psico educativi e terapie cognitive comportamentali basate su evidenze scientifiche atte a migliorare la qualità della loro vita.

Le parole di Gaia:

Ciao a tutti! Mi chiamo Gaia Lavinia, ho 22 anni e vivo a Stresa.
In questo momento sto frequentando un corso di formazione a Villadossola, all’istituto Formont.
È un corso speciale per imparare a lavorare nella ristorazione e in sala, e mi sta aiutando tanto a inserirmi nel mondo del lavoro.
Io sono una persona con disabilità.
Purtroppo questa mia condizione mi ha sempre creato molte difficoltà: per me non è mai stato facile fare amicizia e sentirmi accettata dagli altri.
Ho sofferto molto per questo, soprattutto quando andavo a scuola o quando frequentavo i campus per ragazzi.
Per fortuna, però, sono entrata a fare parte degli Scout! Lì ho imparato a stare insieme agli altri e a socializzare.
Gli Scout mi hanno insegnato una cosa bellissima: che aiutare il prossimo è una vera lezione di vita.
Grazie a loro sono anche riuscita a staccarmi un po’ dai miei genitori e a vincere la paura di essere abbandonata, che prima avevo sempre dentro di me.
Soffro di una malattia genetica rara che si chiama sindrome di Rett.
Però, nella sfortuna, posso dire di essere stata fortunata perché ce l’ho in forma “parlante”.
Scoprire questa malattia non è stato facile e ci è voluto tanto tempo.
Da piccola i miei genitori mi facevano seguire da tantissimi esperti: pediatri, psicomotricisti, logopedisti e psicologi, ma nessuno riusciva a capire la causa del mio ritardo nell’apprendimento.
Poi, nel 2016, ho fatto degli esami all’Ospedale Maggiore di Novara e hanno trovato un “ispessimento corticale cerebrale”, che i medici chiamano “displasia corticale”.
Nello stesso anno ho iniziato un percorso all’ospedale Meyer di Firenze.
Lì ho incontrato il professor Guerrini, che è un medico importantissimo a livello internazionale per la neurologia.
Nel 2018, dopo aver fatto degli esami del DNA molto approfonditi, il professore ha trovato la risposta: ho una mutazione di un gene che si trova proprio nella sindrome di Rett.
Da quel momento mi segue un bravissimo medico a Siena, il professor Joussef Hayek.
Lui è un grande ricercatore ed è il punto di riferimento in tutta Italia per la mia sindrome.
Non avrei mai, mai immaginato che un giorno avrei potuto partecipare a un ballo delle debuttanti.
Per me è un sogno essere inclusa in un’esperienza così bella insieme a tante altre ragazze, anche se io ho i miei problemi e loro no.